La divinazione politica

21 AGO 20
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Ogni democratica votazione è una dialettica rituale condotta secondodinamiche non logiche ma aritmetiche, non è atta infatti a determinare nèil vero nè il probabile bensì il meno opinabile all'interno di una nazioneo di un gruppo, nella sottesa convinzione che solo col sacrificio dellaverità si dia luogo alla libertà politica e di conseguenza alla pacesociale. Il sondaggio di autorevole fattura vale così per le democraziemoderne come la deduzione di divini auspici dal volo degli uccelli pertramite di stimati àuguri valeva per l'antica repubblica pagana, lasuperstizione non è evaporata ma è solo transita dal volto etereo degliDei a quello terreo degli uomini. Superstizione è ritenere che la veritàabbia voce per segni segreti che lo scrutamento del cielo o lo scrutiniodelle schede elettorali possa portare alla luce; essa invece ha una lucepropria e un proprio splendore, veritatis splendor, risplende nelle tenebree quindi dà visibilità a tutte le cose come il Sole, che pure èinguardabile, al punto che persino un materialista anticristiano comeHitchens deve riconoscere in verità che abortus et homicidium convertuntur.Mettere ai voti la vita di un feto è di per se una provocazione oscena cheinfatti solo a questo può valere, a smuovere i cuori dalle sabbie mobili diquella menzogna innaturale per cui l'unica verità possibile sarebbe l'esitodi un'opinione conglomerata. Dove sta un cadavere (presente o prossimo èirrilevante) là si radunano anche gli avvoltoi, per cui non c'è dastupirsi che al momento stia stravicendo l'opzione abortiva.